Storia della fisioterapia

Storia della fisioterapia. Dai primi cenni trovati nei testi cinesi del Kong Fou, passando da Avicenna per arrivare a Pehr Henrik Ling

Per quanto troppo spesso nel passato la fisioterapia sia stata associata a stregoni, santoni, “conciaossa”, oppure a doni particolari di cui qualche fortunato sarebbe stato dotato per natura o per volontà divina, in realtà il valore dei trattamenti fisioterapici era ben noto nell’antichità. Infatti, già nella metà del III millennio a.C. il testo cinese del Kong Fou descrive esercizi fisici e vari tipi di massaggi efficaci al raggiungimento di un perfetto equilibrio psico-fisico, mentre, molto più tardi, nel XVIII secolo a.C., il testo sacro dell’Ayur-Veda caldeggia il massaggio a scopo igienico. Gli effetti benefici dell’utilizzo delle mani nel trattamento dei traumi e delle malattie erano conosciuti anche tra gli Egiziani, i Persiani e i Giapponesi, come testimonia la letteratura medica di quei tempi.

Storia della fisioterapia: Ippocrate il padre della medicina
ippocrate

Ippocrate il padre della medicinma

Tuttavia, è con il medico greco Ippocrate che massaggi, idroterapia, talassoterapia ed altre tecniche manuali cominciano a diffondersi in Occidente. Il padre della medicina aveva compreso appieno i benefici fisici e psicologici legati a queste tecniche e già nel 480 a.C. le praticava sui suoi pazienti, tanto da essere considerato il primo fisioterapista della storia. Ippocrate scriveva che a suo avviso “i medici devono essere esperti in molte cose, tra queste senza dubbio anche il massaggio” e le sue osservazioni in merito alla massoterapia sono tuttora ancora valide. Inoltre, nel suo “Trattato sulle articolazioni”, documenta l’introduzione delle manipolazioni curative e delle tecniche di trazione che prevedono, per esempio, l’utilizzo di leve nei trattamenti contro le deformità della colonna vertebrale, le scoliosi e le gibbosità della schiena. Oltre agli aspetti curativi, ai tempi di Ippocrate si conosceva molto bene anche il massaggio sportivo, legato alle esibizioni e ai giochi, se già Omero ne parla come di uno strumento efficace per il recupero delle forze di un guerriero.

Storia della fisioterapia: la trazione meccanica
Galeno e la terapia della trazione meccaninca

Galeno introdusse la trazione meccanica

Sulle orme del padre della medicina si è mosso Galeno, altro medico greco vissuto nel II secolo d. C. e considerato l’erede di Ippocrate, il quale introdusse la trazione meccanica e le manipolazioni nella terapia della sciatica e dei dolori vertebrali. Galeno, difatti, non aveva una grande considerazione dei farmaci, ma i suoi rimedi terapeutici si basavano molto spesso su massaggi, bagni termali, passeggiate e musica. Nella sua opera “Sull’igiene”, inoltre, precisa che c’è una stretta correlazione tra l’igiene e la terapia, mentre è indubbia l’efficacia che secondo il medico ricoprono gli esercizi di ginnastica e tra questi quelli passivi del massaggio e della frizione. Galeno affrontava i problemi medici di un paziente secondo una sua personale visione fisica e diagnosticava la malattia curandola con una metodologia che vedeva in primo piano anche l’umanità necessaria per essere vicino al malato, a prescindere dal suo ceto di appartenenza. Costui, dopo essersi a lungo occupato delle ferite dei gladiatori, che chiamava “le finestre del corpo”, divenne anche il medico personale dell’imperatore romano Marco Aurelio, grazie alla fama di cui presto iniziò a godere.

Avicenna  e la massoterapia

Avicenna e la massoterapia

Avicenna, vissuto nell’XI secolo, raccolse gli insegnamenti di Galeno e nel suo testo il “Canone della scienza medica “ e nel “Libro della cura”, descrive dettagliatamente i metodi del massaggio a cui univa l’uso di oli essenziali per curare il corpo e l’anima, dando origine, così, all’aromaterapia. Se in Oriente le tecniche manuali rimasero una pratica molto importante per la salute anche durante tutto il Medioevo, in Occidente queste subirono un vero declino, in quanto ogni forma di contatto corporale e di palpazione fisica era considerata peccaminosa, causa di lussuria e corruzione dall’ormai imperante religione cristiana, tutta incentrata sulla cura dello spirito.

E’ solo con il Rinascimento, che le terapie manuali tornano in auge, anche grazie allo sviluppo della stampa che contribuì alla diffusione delle opere che riguardavano il benessere medico apportato dal massaggio, dall’idroterapia e dagli altri metodi curativi di questo tipo. In tutta Europa, i medici cominciano ad interessarsi ai dolori articolari, come artrite, artrosi e reumatismi, con particolare attenzione ai disturbi della colonna vertebrale e ai rimedi più efficaci per migliorare tali patologie.

A partire da questo periodo e fino al XIX secolo, un contributo determinante alla diffusione delle tecniche manipolative venne data dalla medicina popolare, esercitata dai cosiddetti “conciaossa”,  “aggiustaossa”,  guaritori e fattucchieri che, pur senza alcuna formazione e cultura medica, praticavano le più svariate tecniche manuali volte ad alleviare i disturbi dell’apparato motorio. I vantaggi derivanti da queste abilità spinsero alcuni medici a scrivere, su accreditate riviste mediche del tempo, che sarebbe stata necessaria una maggiore attenzione ai successi ottenuti da questi operatori del benessere non accreditati. In effetti, molte di queste abilità sono state in seguito adottate dalla moderna terapia manipolativa che, durante l’800 comincia ad essere gradualmente riconosciuta all ’interno della comunità medica.

Storia della fisioterapia: il fondatore dell’osteopatia
Andrew Taylor Still

Andrew Taylor Still il fondatore dell’osteopatia

L’americano Andrew Taylor Still è a tutti gli effetti considerato il padre del trattamento manuale e nel 1874 dà inizio all’osteopatia. Il punto di partenza di questo medico è l’utilizzo indiscriminato dei farmaci di cui è fermamente contrario, al punto da sviluppare un nuovo approccio medico, appunto, la medicina osteopatica. Contestualmente, nasce anche la chiropratica, ad opera di Daniel David Palmer, un commerciante che divenne un terapista manipolativo autodidatta. Inoltre, le tecniche di manipolazione vengono introdotte nella medicina fisica grazie all’inglese James Mennell,  che sostenne la necessità di espandere la collaborazione tra i fisioterapisti e la professione medica, effettuando manipolazioni articolari nel trattamento dei pazienti. Il suo successore James Cyriax favorì notevolmente la formazione e la diffusione dei fisioterapisti, fondando l’Associazione di Medicina Ortopedica.

Storia della fisioterapia: il primo fisioterapista
Fisioterapista Pehr Henrik Ling

Pehr Henrik Ling il primo fisioterapista

La prima figura di fisioterapista, così come oggi la intendiamo, è però associata allo svedese Pehr Henrik Ling, fondatore della così detta “ginnastica svedese”, che prevede una divisione in quattro parti (pedagogica, medica, militare ed estetica). Grazie alla popolarità di cui godettero le sue innovazioni, questo metodo di ginnastica venne riconosciuta dallo stato svedese, il quale fondò nel 1813 il “Royal Central Institute of Gymnastics”,  centro in cui venivano applicate tecniche di massaggi, manipolazioni ed esercizi di recupero funzionale e di cui Ling fu nominato direttore. Gli ottimi risultati riabilitativi ottenuti da questo primo tipo di fisioterapia, spinsero lo stato svedese a creare un vero e proprio registro presso il Consiglio Nazionale per la Salute, nel quale venivano ufficialmente registrati tutti gli operatori di tale disciplina, gli attuali fisioterapisti. Da quel momento in poi, con l’affinamento delle tecniche e gli eccellenti effetti conseguiti, la fisioterapia viene progressivamente accettata in diversi stati dell’Occidente, tra cui Inghilterra, Francia, USA, Nuova Zelanda, Australia e Italia.

Oggi, la fisioterapia è riconosciuta come una scienza, una branca della medicina che si basa su dati scientifici e la figura del fisioterapista è abilitata dal diploma di laurea ottenuto nell’omonimo corso di studi.

1 Risposta

  1. virgx

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